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FAQ - Frequently asked questions


SANGUE:

DONATORI E RICEVENTI

COS'È IL FATTORE Rh

REQUISITI DEL BUON DONATORE

PERCHÉ DONARE IL SANGUE

COME SI DONA IL SANGUE

QUANTO SANGUE VIENE PRELEVATO

OGNI QUANTO TEMPO SI PUÒ DONARE

QUANTO TEMPO OCCORRE PER REINTEGRARE IL SANGUE

ESISTE UN RISCHIO DI CONTRARRE INFEZIONI DONANDO SANGUE

CHI PUÒ DONARE SANGUE

CHI NON PUÒ DONARE SANGUE

COME VIENE CONSERVATO IL SANGUE

PER QUANTO TEMPO SI PUÒ CONSERVARE IL SANGUE


DONAZIONE MULTI-COMPONENT:

COS'È LA DONAZIONE MULTI-COMPONENT


PLASMA:

COS'È IL PLASMA

CHE COS'È LA PLASMAFERESI

A CHE COSA SERVE IL PLASMA

COME VIENE PRELEVATO IL PLASMA

QUANTITÀ DI PLASMA PRELEVATO E INTERVALLO TRA LE DONAZIONI

QUALE DISTURBO PUÒ ARRECARE AL DONATORE

CHI PUÒ DONARE IL PLASMA

QUANDO DURA LA PROCEDURA DELLA PLASMAFERESI

PUÒ ESSERCI LA TRASMISSIONE DI MALATTIE INFETTIVE EFFETTUANDO LA DONAZIONE DI PLASMA


MIDOLLO OSSEO:
ulteriori info: ADMO


A COSA SERVE DONARE IL MIDOLLO OSSEO

COS'È IL MIDOLLO OSSEO UTILIZZATO PER IL TRAPIANTO

IN COSA CONSISTE L'OPERAZIONE DI TRAPIANTO DI MIDOLLO OSSEO

CHI PUÒ DONARE IL MIDOLLO OSSEO

A CHE COSA È SOTTOPOSTO IL DONATORE CHE VIENE TROVATO COMPATIBILE CON UN PAZIENTE

COME SI DIVENTA DONATORI DI MIDOLLO OSSEO


ORGANI:
ulteriori info: AIDO


COME SI DIVENTA DONATORI DI ORGANI

COME SI MANIFESTA LA VOLONTÀ DI DONAZIONE

CHE COS'È IL TRAPIANTO

QUANDO AVVIENE LA DONAZIONE

QUALI SONO GLI ORGANI E I TESSUTI CHE SI POSSONO PRELEVARE

 

DONATORI E RICEVENTI

GRUPPO SANGUIGNO PUÒ DONARE A PUÒ RICEVERE DA
0 Rh + A+, 0+, B+, AB+ 0+, 0-
0 Rh - A+, A-, 0+, 0-, B+, B-, AB+, AB- 0-
A Rh + A+, AB+ 0+, 0-, A+, A-
A Rh - A+, A-, AB+, AB- 0-, A-
B Rh + B+, AB+ 0+, 0-, B+, B-
B Rh - B+, B-, AB+, AB- 0-, B-
AB Rh + AB+ A+, A-, 0+, 0-, B+, B-, AB+, AB-
AB Rh - AB+, AB- 0-, A-, B-, AB-


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COS'È IL FATTORE Rh?

Il cosiddetto "fattore Rh" si riferisce ad altre caratteristiche dei gruppi sanguigni. Rhesus (abbreviazione "Rh") designa una specie di scimmia (Macacus Rhesus): 60 anni fa, alcuni scienziati evidenziarono nel siero di cavie a cui era stato iniettato sangue di scimmia della specie Macacus Rhesus un nuovo antigene capace di determinare la comparsa di agglutinine specifiche anche nell'85% degli esseri umani. Il termine Rhesus positivo si applica ai soggetti in cui tale antigene è presente, mentre il rimanente 15% è chiamato Rhesus negativo. Questa scoperta ha consentito di affinare ulteriormente la nozione di compatibilità e di incompatibilità sanguigna tra donatore e ricevente. Il fattore Rhesus riveste particolare importanza per le donne gravide: in caso di incompatibilità sanguigna tra la madre e il feto (per esempio quando la madre è Rh negativa e il bambino Rh positivo), il sistema immunitario materno può produrre anticorpi anti-Rh che rischiano poi di aggredire le cellule sanguigne del figlio.


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REQUISITI DEL BUON DONATORE

  • Età compresa tra i 18 e i 65 anni.
    Fino a 60 anni per la prima donazione.

  • Emoglobina per donazione di sangue intero:
    > 13,5 per gli uomini
    > 12,5 per le donne

  • Emoglobina per plasmaferesi:
    > 12,5 per gli uomini
    > 11,5 per le donne

  • Peso: almeno 50 Kg.
    Almeno 60 Kg. per donazione multi-component dove un elemento sia Globuli Rossi.

  • Pressione Arteriosa almeno 60/110.


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PERCHÉ DONARE IL SANGUE?

Il sangue è un liquido che rappresenta il 7% del nostro corpo. È responsabile delle più importanti funzioni vitali.
Si compone di una parte liquida, il plasma, e di minuscoli corpi invisibili ad occhio nudo, ma numerosi e attivi nel purificare e difendere il corpo umano: si tratta dei globuli bianchi, dei globuli rossi e delle piastrine. Il sangue in base a particolari sostanze presenti nei globuli rossi si differenzia in quattro tipi fondamentali: gruppo A, gruppo B, gruppo AB e gruppo 0. Conoscere il proprio gruppo sanguigno è molto importante.

I globuli rossi derivano dal midollo osseo ed hanno questo colore perché ricchi di un pigmento a base di ferro: l'emoglobina. Hanno la funzione di trasportare l'ossigeno ai tessuti e l'anidride carbonica ai polmoni, perché possa essere espulsa.

I globuli bianchi, più grandi di quelli rossi, hanno il compito di combattere i processi infettivi e di ostacolare la penetrazione dei germi nell'organismo

Le piastrine sono piccole particelle che si riuniscono in ammassi in corrispondenza di una lesione della parete di un vaso, così da formare un primo tappo che impedisca l'uscita del sangue. Intervengono poi nel processo della coagulazione che conduce alla formazione del tappo definitivo e alla fine dell'emorragia. È grazie alle piastrine che le ferite si rimarginano.


Riassumendo: i globuli rossi ossigenano l'organismo, i bianchi ci difendono dalle infezioni e le piastrine sono essenziali per la coagulazione. Insomma il sangue testimonia lo stato di salute del nostro corpo e ci è indispensabile per vivere. Servono 40.000 unità di sangue intero per ogni milione d’abitanti.
In totale sono necessarie circa 2.300.000 unità di sangue intero e 1.077.000 litri di plasma l'anno perché il nostro Paese abbia quanto occorre.
Se ogni persona in grado di donarlo contribuisse anche con una minima quantità di sangue in un anno, tutti i problemi sarebbero risolti.
Le persone che hanno condotto un regime di vita "a rischio", hanno il dovere morale e civile di astenersi dalla donazione. Per questo, dopo la compilazione del modulo di consenso, il donatore fa un colloquio riservato con un medico così da rivelare l'eventuale esistenza di controindicazioni alla donazione e fornire tutti i chiarimenti necessari al potenziale donatore.
Il donatore non è responsabile del corretto uso del sangue donato o dalle conseguenze che possono derivare dal suo impiego. Il medico, dopo aver raccolto l'anamnesi, cioè le notizie relative allo stato psicofisico e comportamentale del donatore, valuta l'idoneità alla donazione mediante un esame clinico generale che comprende la misurazione della pressione arteriosa e la frequenza cardiaca. Viene anche determinato il valore dell'emoglobina mediante la puntura quasi indolore del polpastrello di un dito, per assicurarsi che la donazione di sangue venga fatta soltanto da chi dispone di valori d'emoglobina pari o superiore ai limiti fissati dalla legge.


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COME SI DONA IL SANGUE?

Prima della donazione, è consentito l'assunzione di tè, caffè, latte, succhi di frutta. A meno che non sia previsto, in occasione della donazione, anche il prelievo di campioni di sangue per le analisi di controllo dello stato di salute del donatore: in questo caso occorre il digiuno.
Il donatore viene invitato a leggere attentamente ed a compilare un modulo informativo di consenso che verrà da lui firmato nel momento del colloquio con il medico.

Un medico (o un infermiere professionale sotto la responsabilità del medico) effettua il prelievo dal donatore che nel frattempo è stato fato distendere su un apposito poltrona-lettino. Viene apposto un laccio emostatico su un braccio e viene inserito l'ago in una vena, previa accurata disinfezione della cute. Il sangue defluisce spontaneamente fino a riempire una sacca di raccolta in cui sono già contenuti un liquido anticoagulante e altre sostanze utili alla conservazione ottimale del sangue. Prima che l'ago venga estratto, vengono riempite alcune provette per l'esecuzione degli esami previsti dalla legge. Al termine della donazione, il donatore viene invitato a rimanere disteso per qualche minuto, quindi viene invitato a consumare una leggera colazione.


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QUANTO SANGUE VIENE PRELEVATO?

Il volume del prelievo di sangue è stabilito dal D.M. 15/01/1991 (articolo 10) ed è uguale a 450 millilitri, circa il 10%. Tale quantitativo è stato determinato in modo da garantire contemporaneamente sia un'adeguata preparazione degli emocomponenti (concentrati di globuli rossi, piastrine, unità di plasma) sia l'assenza di complicanze per il donatore.


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OGNI QUANTO TEMPO SI PUÒ DONARE?

Il numero massimo di donazioni di sangue intero nell'anno non deve essere superiore a 4 per l'uomo e 2 per la donna in età fertile; con intervallo minimo tra 2 donazioni di 90 giorni.
L'intervallo di tempo minimo tra 2 donazioni di plasma e tra una di plasma e una di sangue intero è di 14 giorni; tra una donazione di sangue intero e una di plasma l'intervallo è di un mese.
Lo stesso intervallo valido per la plasmaferesi vale per la piastrinoaferesi.
L'intervallo tra 2 donazioni multi-component varia tra 14 e 180 giorni a seconda del tipo di componente oggetto del prelievo.


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QUANTO TEMPO OCCORRE PER REINTEGRARE IL SANGUE?

La quota liquida del sangue viene ricostituita nell'arco di poche ore, grazie a meccanismi fisiologici di recupero che tendono a richiamare liquidi nel letto vascolare. La quota corpuscolare (globuli rossi, bianchi e piastrine) viene ricostituita in tempi variabili a seconda dell'elemento cellulare considerato, ma comunque sempre entro pochi giorni.


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ESISTE UN RISCHIO DI CONTRARRE INFEZIONI DONANDO SANGUE?

No, perché il materiale impiegato per la donazione è totalmente sterile e viene usato una sola volta.


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CHI PUÒ DONARE SANGUE?

Ogni individuo sano, d'età compresa fra i 18 ed i 65 anni, di peso corporeo non inferiore ai 50 Kg. Al momento della donazione devono essere nella norma, cioè nei limiti previsti dalla legge:
  • la temperatura corporea;

  • la pressione arteriosa e la frequenza cardiaca;

  • l'emoglobina.


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CHI NON PUÒ DONARE SANGUE?

  • chi ha contratto, anche in passato, un'epatite virale di tipo B o C (epatiti che tendono a persistere nel tempo e vengono trasmesse attraverso il sangue);

  • chi fa uso abitudinario di sostanze stupefacenti;

  • chi fa uso eccessivo di bevande alcoliche (alcolisti cronici);

  • chi soffre di patologie cardiovascolari importanti.


Costituiscono, invece, causa d'esclusione temporanea:

  • la gravidanza in atto ed il puerperio per un anno dopo il parto (o dopo un'interruzione di gravidanza);

  • gli interventi chirurgici in anestesia generale, negli ultimi sei mesi;

  • cure odontoiatriche;

  • terapie;

  • allergie a farmaci;

  • le trasfusioni di sangue ricevute negli ultimi cinque anni;

  • il soggiorno in zone endemiche per la malaria, nei sei mesi precedenti alla donazione, oppure l'attuazione di una profilassi antimalarica nei tre anni precedenti;

  • i rapporti sessuali con persone sconosciute;

  • i rapporti sessuali o di convivenza con soggetti affetti da epatite virale, tossicodipendenti o con comportamenti a rischio per l'AIDS o le altre malattie trasmissibili con il sangue.

Non idoneo a tutela della propria salute:
  • malattie autoimmuni;

  • malattie cardiovascolari;

  • malattie organiche del sistema nervoso centrale;

  • neoplasie o malattie maligne;

  • tendenza anomala all'emorragia;

  • crisi di svenimenti e/o convulsioni;

  • affezioni gastrointestinali, epatiche, urogenitali, ematologiche, immunologiche, renali, metaboliche o respiratorie;

  • diabete.


La selezione del donatore viene effettuata dal personale medico del Centro Trasfusionale; il colloquio riservato è coperto dal segreto professionale, può fornire l'opportunità anche per ottenere eventuali chiarimenti.
La donazione di sangue può essere "occasionale" o "periodica". Il donatore si definisce "periodico" quando si reca regolarmente per più di due volte presso una struttura trasfusionale per rinnovare l'atto della donazione.
L'obiettivo di tutti i centri trasfusionali è, attualmente, quello di arrivare ad avere la maggiore quota possibile di donatori periodici che sono, come si può intuire, più sicuri per il ricevente; infatti, la più lunga osservazione del soggetto da parte dei medici del servizio trasfusionale rende più attendibili anche gli esiti dei controlli clinici e di laboratorio.


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COME VIENE CONSERVATO IL SANGUE?

Fin dal 1869 vennero condotti esperimenti tesi a trovare un mezzo che impedisse al sangue di coagulare, ma fu solo nel 1914 che tre ricercatori, lavorando indipendentemente in differenti parti del mondo, scoprirono che il Citrato di Sodio impediva la coagulazione del sangue. Oggi il sangue del donatore viene prelevato in sacche di plastica sterili contenenti appositi anticoagulanti e conservanti, dei quali il più comune e una soluzione di citrato, fosfato, destrosio, adenina, brevemente indicato come CPD -A. Il citrato presente nella soluzione impedisce al sangue di coagulare, mentre il destrosio - adenina fornisce alle cellule del sangue il nutrimento necessario a mantenerle in vita.


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PER QUANTO TEMPO SI PUÒ CONSERVARE IL SANGUE?


Dato che i globuli rossi si deteriorano con l'invecchiamento e nel sangue conservato avvengono varie modificazioni chimiche, il sangue intero deve essere usato entro 35 giorni dal prelievo. Attualmente, però, con l'aggiunta nelle sacche di sostanze nutritive (Mannitolo + Adenina) il sangue può essere conservato sino a 42 giorni anzi, se i globuli rossi vengono congelati, possono essere conservati, a bassissima temperatura, ancora più a lungo.


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COS'È LA DONAZIONE MULTI-COMPONENT?

È un nuovo tipo di donazione che permette di realizzare, in un'unica seduta, la raccolta di globuli rossi concentrati, piastrine e plasma in varie associazioni tra loro.
Rispetta e tutela la salute del donatore in quanto permette di personalizzare la donazione. Ciò significa che il donatore in base alle proprie caratteristiche ematologiche e fisiche, donerà l'emocomponente o gli emocomponenti la cui sottrazione comporterà le minime variazioni dei valori normali.
Assicura che il paziente nel pieno rispetto della salute del donatore, riceva da quest'ultimo gli emocomponenti con il giusto contenuto di emoglobina e di piastrine ottenendo così la migliore risposta terapeutica.


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COS'E' IL PLASMA?

Il plasma è la parte liquida del sangue che trasporta globuli rossi, globuli bianchi e piastrine.


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CHE COS'È LA PLASMAFERESI?

La plasmaferesi è la donazione di solo plasma con restituzione al donatore degli altri componenti del sangue.


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A CHE COSA SERVE IL PLASMA?

Il plasma, o meglio le sue frazioni, sono indispensabili per curare molte malattie, l'albumina, ad esempio, viene usata per pazienti con gravi malattie al fegato; i fattori della coagulazione per i pazienti emofilici; le gammaglubuline per prevenire o curare diverse malattie infettive.


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COME VIENE PRELEVATO IL PLASMA?

La plasmaferesi da donatore si esegue con un'apparecchiatura filtrante che trattiene il plasma e reinfonde le cellule.


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QUANTITÀ DI PLASMA PRELEVATO E INTERVALLO TRA LE DONAZIONI

Il limite massimo indicato dalla legge è fissato in 600 ml per ogni seduta, con intervalli di almeno un mese tra una plasmaferesi e l'altra.


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QUALE DISTURBO PUÒ ARRECARE AL DONATORE?

Nessun tipo di disturbo, il plasma viene reintegrato in brevissimo tempo da poche ore a pochi giorni.


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CHI PUÒ DONARE IL PLASMA?

Possono donare il plasma tutti gli uomini e le donne di età compresa tra i 18 e i 60 anni (55 se è la prima donazione), di peso corporeo di almeno 47/48 Kg, può farlo anche chi ha valori di emoglobina non sufficienti per la donazione tradizionale e chi è portatore sano di anemia mediterranea purché sia in buona salute e abbia delle buone vene.


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QUANTO DURA LA PROCEDURA DELLA PLASMAFERESI?

La donazione del plasma dura circa trenta minuti.


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PUÒ ESSERCI LA TRASMISSIONE DI MALATTIE INFETTIVE EFFETTUANDO LA DONAZIONE DI PLASMA?

La donazione di plasma, come la donazione di sangue, si pratica con materiale sempre nuovo e perfettamente sterile. II donatore non viene mai in contatto con sangue di altra origine o con materiale potenzialmente infetto.
NON C'È ALCUN RISCHIO DI TRASMISSIONE!


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A COSA SERVE DONARE IL MIDOLLO OSSEO?

Alcune malattie del sangue, fra cui forme gravi di leucemia e l'anemia aplastica, possono trovare possibilità di guarigione nel trapianto di midollo osseo. Si può stimare che solo in Italia circa un migliaio di persone ogni anno, di cui quasi la metà bambini, potrebbero trovare beneficio da questo tipo di intervento, al quale, in molti casi non vi è alternativa per vivere. Nell'ambito familiare è possibile trovare talvolta un donatore "compatibile" (fratello o sorella). Purtroppo, anche a causa del tipo di vita moderno, il numero dei figli in famiglia si riduce sempre più, assieme alla possibilità di trovare il donatore nell'ambito della famiglia stessa. Da qui la necessità di ricercare persone disponibili, con un minimo di sacrificio personale, a offrirsi come donatori di midollo osseo.


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COS'È IL MIDOLLO OSSEO UTILIZZATO PER IL TRAPIANTO?

Il midollo osseo utilizzato per il trapianto (detto in termine tecnico "midollo emopoietico") si presenta alla vista come sangue e viene prelevato solitamente dalle ossa del bacino (ossa iliache); esso svolge la funzione di produrre i globuli bianchi, i globuli rossi e le piastrine. Il midollo osseo non è quindi il midollo spinale.


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IN COSA CONSISTE L'OPERAZIONE DI TRAPIANTO DI MIDOLLO OSSEO?

L'operazione di trapianto del midollo osseo consiste in due fasi distinte: la prima, durante la quale il paziente viene sottoposto a chemioterapia e/o radioterapia, ha lo scopo di distruggere tutte le cellule midollari del paziente stesso (fra cui ovviamente anche quelle malate); la seconda consiste nel somministrare al paziente, mediante trasfusione, il midollo osseo prelevato dal donatore. Le cellule midollari riescono a trovare da sole la strada per inserirsi al posto che compete loro ed iniziare a produrre. In un periodo variabile normalmente tra una e due settimane dopo il trapianto si incominciano a vedere i primi risultati, con la comparsa nella circolazione sanguigna, di globuli bianchi nuovi e successivamente anche delle altre componenti del sangue (globuli rossi e piastrine).


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CHI PUÒ DONARE IL MIDOLLO OSSEO?

Qualunque individuo di età compresa fra i 18 (per motivi legali) e i 35 anni (per motivi medici), che abbia un peso corporeo superiore a 50 Kg, può essere un donatore di midollo osseo purché, ovviamente, non sia affetto da malattie del sangue o da altre gravi forme infettive (AIDS, HIV, epatite...).


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A CHE COSA È SOTTOPOSTO IL DONATORE CHE VIENE TROVATO COMPATIBILE CON UN PAZIENTE?

Il prelievo di midollo osseo avviene in anestesia generale, con un intervento della durata media di circa 45 minuti. Durante l'anestesia viene prelevata, mediante ripetute punture delle ossa del bacino, la quantità necessaria di midollo osseo, che è variabile in funzione dell'età e del peso del paziente (mediamente circa 1000 cc). Dopo il prelievo si preferisce tenere il donatore sotto controllo per 12-24 h prima di inviarlo a casa e si consiglia comunque un periodo precauzionale di riposo di 4-5 giorni. Il rischio correlato al prelievo è essenzialmente quello anestesiologico ed è quantificabile in circa 1:30/35.000. Normalmente comporta solo un lieve dolore nella zona di prelievo, dolore che, all'uscita dall'ospedale, si è di norma trasformato in un indolenzimento destinato a sparire in pochi giorni. Durante il prelievo di midollo viene di solito trasfusa una unità di sangue precedentemente prelevata al donatore stesso circa una settimana prima. Questo garantisce al donatore l'assenza di rischi di infezione da trasfusione. Il midollo prelevato al donatore si ricostituisce nell'arco di due settimane circa, riportando quindi il donatore stesso nella situazione di partenza, senza alcuna menomazione.


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COME SI DIVENTA DONATORI DI MIDOLLO OSSEO?

Per diventare donatori di midollo osseo è sufficiente sottoporsi al prelievo di un campione di sangue (come per un anormale analisi) e firmare l'adesione al Registro Italiano Donatori di Midollo Osseo. I risultati delle analisi vengono poi inseriti in un archivio elettronico gestito a livello nazionale. In seguito, al riscontro di prima compatibilità con un paziente, il donatore sarà chiamato ad ulteriori prelievi di sangue, per definire ancora meglio il livello di compatibilità. Il donatore di midollo osseo è un donatore atipico, in quanto non è paragonabile al donatore di sangue che con regolarità si sottopone a prelievi, ma è un individuo che offre la propria disponibilità, nel raro caso di compatibilità con un paziente, a sottoporsi ad un prelievo fastidioso ma che non comporta alcuna menomazione e soprattutto permette di salvare una vita.


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COME SI DIVENTA DONATORI DI ORGANI?

I donatori di organi sono persone di qualunque età che muoiono in ospedale nelle Unità di Rianimazione, a causa di una lesione irreversibile al cervello (emorragia, trauma cranico, aneurisma etc.) o di un prolungato arresto cardiaco, accertato tramite elettrocardiogramma per almeno 20 minuti, che abbiano prodotto la totale distruzione delle cellule cerebrali causando la morte del paziente per irreversibile e completa cessazione dell'attività cerebrale. Tutti gli organi sono prelevabili. In presenza di malattie infettive trasmissibili, l'idoneità dell'organo al trapianto è scrupolosamente valutata dai medici con specifici esami. In qualche caso, la malattia di uno o più organi non pregiudica la utilizzazione di altri organi o tessuti per il trapianto.


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COME SI MANIFESTA LA VOLONTÀ DI DONAZIONE?

Il principio del silenzio assenso (capo II, legge 1 aprile 1999, n.91) non è ancora applicato, in quanto non è stata ancora costituita un'anagrafe informatizzata dei cittadini assistiti dal Servizio Sanitario Nazionale che permetta la notifica ad ogni cittadino, da parte di un Pubblico Ufficiale, di un modulo per la dichiarazione di volontà in cui si informa lo stesso che, in mancanza di una esplicita dichiarazione, si presume il consenso alla donazione. In questo periodo transitorio la legge stabilisce il principio del consenso o dissenso esplicito, per cui a chiunque è data la possibilità di dichiarare validamente la propria volontà scegliendo una delle modalità di seguito indicate:
  • il tesserino blu inviato dal Ministero della Sanità nel maggio 2000 da portare sempre con sé;
  • la registrazione della volontà sulla banca dati del Ministero della Salute effettuata presso gli sportelli ASL abilitati;
  • una dichiarazione di volontà alla donazione di organi e tessuti scritta su un comune foglio bianco che riporti nome, cognome, data e luogo di nascita, data e firma;
  • la tessera o l'atto olografo dell'AIDO.
In mancanza di una esplicita dichiarazione espressa in vita, i familiari (coniuge non separato o convivente more uxorio o figli maggiorenni o genitori) possono presentare opposizione scritta al prelievo durante il periodo di accertamento di morte. L'opposizione non è consentita se dai documenti personali di cui sopra o dalle dichiarazioni depositate presso le ASL di appartenenza, risulta che il soggetto abbia espresso volontà favorevole al prelievo di organi e tessuti. Il prelievo non ha luogo se viene presentata una dichiarazione del potenziale donatore, contraria alla donazione, successiva alla precedente dichiarazione favorevole.


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CHE COS'È IL TRAPIANTO?

Il trapianto è un'efficace terapia per alcune gravi malattie che colpiscono gli organi o tessuti del corpo umano e che non sono curabili in altro modo.
Grazie all'esperienza acquisita negli ultimi anni il trapianto consente al paziente una durata e una qualità di vita che nessun'altra terapia è in grado di garantire. Non tutti i pazienti che necessitano di trapianto però possono riceverlo a causa dello scarso numero di donatori.


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QUANDO AVVIENE LA DONAZIONE?

Quando sia stata accertata e documentata la morte encefalica o morte cerebrale, stato definitivo e irreversibile. L'accertamento e la certificazione di morte sono effettuati da un collegio di tre medici (medico legale, anestesista-rianimatore, neurofisiopatologo) diversi da chi ha constatato per primo la morte e indipendenti dall'équipe che effettuerà il prelievo e trapianto. Questi medici accertano la cessazione totale e irreversibile di ogni attività del cervello per un periodo di osservazione non inferiore a 6 ore consecutive per gli adulti e i bambini in età superiore a cinque anni; non inferiore alle 12 ore consecutive per i bambini di età compresa tra uno e cinque anni e non inferiore alle 24 ore consecutive nei bambini di età inferiore ad un anno.


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QUALI SONO GLI ORGANI E I TESSUTI CHE SI POSSONO PRELEVARE?

Gli organi che si possono prelevare sono i reni, il fegato, il cuore, il pancreas, i polmoni e l'intestino; mentre i tessuti sono le cornee, il tessuto osseo, le cartilagini, i tendini, la cute, le valvole cardiache, i vasi sanguigni.


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